Tutti gli articoli di Feliciano Della Mora

Santino Alessandro CUGNO, Franco dell’AQUILA, Il templon nelle chiese rupestri siciliane.

Nell’ambito disciplinare dell’Archeologia Cristiana e Medievale, le indagini svolge nella Sicilia orientale si sono incentrate prevalentemente nello studio e nella documentazione della miriade di complessi funerari paleocristiani, dalle grandi e ben note catacombe di Siracusa sino ai piccoli, e spesso in totale stato di abbandono, ipogei dell’altopiano ibleo.

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in “Patrimonio Culturale, Paesaggi e Personaggi dell’altopiano ibleo”, Scritti di archeologia e museologia della Sicilia sud-orientale, di Santino Alessandro Cugno con il contributo di Ray Bondin, Franco dell’Aquila, Iorga Ivano Prato, Paolo Daniele Scirpo e la prefazione di Lorenzo Guzzardi, BAR International Series 2874, 2017.

Pino MOLLICA. Note di toponomastica sugli insediamenti longobardi.

I termini distintivi, più diffusi, della toponomastica longobarda fanno capo alla classificazione fondamentale ant. alto ted. (long.b): gehagi (= fondo cintato, riserva di caccia, proprietà privata) e wald (= bosco demanio regio, demanio prevalentemente a bosco). Il primo è l’etimo dei tantissimi Gazzo, Gaggio, Gaggiano, Gazzano, Gazzolo, Caggiano, etc.;  dall’altro derivano i molti Galdo, Gualdo, Gallo. Si tratta della duplice tipologia toponomastica diffusa dal ponente ligure al Vallo di Diano, dalle Prealpi Lombarde al Molise (ad es.: Gualdo Tadino in Umbria, Mt Gazzano a Est del Passo della Futa, Gallo Matese).

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Pierluigi Banchig. Ponte Sonti: nuove evidenze alla Mainizza.

La Tabula Peutingeriana riporta, dopo Aquileia sul percorso verso Iulia Emona (Lubiana), la località XIII Ponte Sonti; nei pressi il fiume Fl Frigid, trascritto in rosso come quasi tutti gli altri corsi d’acquai, è rappresentato dai monti sino alla confluenza in un lago di pianuraii. La distanza da Aquileia alla Mainizza, chilometri 21, corrisponde alle miglia dell’itinerarium pictum, puntuale riscontro che permette la precisa localizzazione del ponte. In questo documento l’idronimo Isonzo è attribuito al luogo del ponte, mentre il fiume è chiamato Frigido. La funzionalità pratica della Tabula attribuisce interesse principale all’itinerario e privilegia l’indicazione del  fiume Frigidus, il Vipacco, che segna il percorso della strada verso Emona, importante e frequentata dorsale di collegamento con la Pannonia. Alla confluenza dei due corsi d’acqua, la via attraversava il fiume principale e proseguiva verso est: l’Isonzo era conosciuto con il suo nome, come attestato dai ritrovamenti in seguito elencati, ma per il compilatore della carta stradale risultava funzionale indicare il corso e la vallata del Vipacco.

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IMG_20170813_170138[1]Nel mese di agosto del 2017, dopo un lungo periodo di siccità, tornarono evidenti numerose pietre certamente residui delle strutture del ponte. Ad alcuni sopralluoghi non emersero novità rispetto a quanto già conosciuto e descritto dell’allegato documento di Pierluigi Banchig.
IMG_20170817_184819A documentazione si riportano alcune immagini relative.

M. Buora, S. Magnani, L’area del Mottaron, all’estremità occidentale delle mura bizantine di Aquileia

L’area del così detto Mottaron(e), o Montiron, si trova al margine della cinta urbica altomedievale e medievale di Aquileia. Essa è nettamente divisa dalla medievale Roggia del Mulino, che distingue una parte bassa e pianeggiante a nord da una elevata fino alla quota di m 4,6 come indicato dalla Carta Tecnica Regionale (CTR). Attualmente la quota più alta della cresta delle mura bizantine1 raggiunge l’altezza di m 3,74 s.l.m., mentre il punto più basso, a ovest di esse, è a m 1,69. Il fondo della roggia medievale si trova alla quota di m 1,91 ovvero circa 2,7 più in basso rispetto all’altezza massima attuale.

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in “Sonderdruck”, Klagenfurt 2017