I palmenti rupestri costituiscono una parte fondamentale della filiera produttiva e un documento di estre-mo interesse da un punto di vista storico-archeologico: oltre a rappresentare un indicatore cronologico e microeconomico, essi testimoniano il processo di adattamento della tecnologia ai contesti produttivi da parte delle comunità antiche. Gli esemplari giunti fino a noi pongono tuttavia notevoli difficoltà di inter-pretazione tipologica e di datazione e in molti casi sussistono forti dubbi sulla definizione della cultura di appartenenza. Circa il loro uso, non c’è dubbio che la funzione primaria fosse la spremitura delle uve nel processo di vinificazione.
Tutti conosciamo i gioielli e le oreficerie della tomba di Tutankhamon ma gli artigiani egizi hanno prodotto, per i re quanto per i privati, opere estremamente belle e significative. Si tratta tanto di amuleti e sarcofagi destinati alla vita nell’aldilà quanto di anelli, orecchini, bracciali e pendenti per adornare uomini e donne nelle occasioni speciali della vita quotidiana. Si va dai bracciali d’oro dei primi re agli ornamenti di Pseusenne I e dei re nubiani, in un arco temporale copre circa 2500 anni.
L’oro, pur meno prezioso dell’argento per gli Egizi, era particolarmente abbondante e lavorato, insieme alle pietre preziose, semi- preziose e pasta vitrea con grande abilità dagli artigiani; sono stati di ispirazione in epoca moderna anche per gli orafi, come mostrano ad esempio i gioielli “egizi” di Cartier.
Un uomo intelligente, colto, maturo e pragmatico, grande lavoratore, grande amante della natura e degli animali, allo stesso tempo imprenditore ricco anche di ideali e di obbiettivi culturali, ampi orizzonti. Soprattutto aveva capito come funzionano le cose, in regime democristiano!
La pittura da sempre è stata occupata e dedicata ai Cristi e alle Madonne e ai Bambinelli e ai Santi o alla Mitologia o alla Accademia o ai paesaggi o ai ritratti cioè sempre alle varie forme di…potere, sia esso religioso sia esso politico sia esso economico; quando nei paesaggi nel 1500 e 1600 apparivano, rarissimamente, i contadini o la gente comune, erano quasi invisibili, persi nel paesaggio ridondante: nella veramente speciale e floridissima pittura fiamminga ed olandese del 1600, la sola ad aver dato spazio a tutte le categorie sociali e a tutti i comportamenti, anche ai più intimi, l’ispirazione è differente: il popolo in tutte le sue emanazioni e i contadini sono rappresentati in primo piano sulla tela anche se deformi e minuscoli, dei brutti nani, seduti attorno ai tavoli delle osterie o del matrimonio, che ballano sull’aia o pattinano sul ghiaccio!