Tutti gli articoli di Feliciano Della Mora

Giuseppe Greco. Un po’ di luce su Nerulum.

Il problema della localizzazione geografica dell’oppidum lucano di Nerulum ha da sempre animato il dibattito storiografico e archeologico. L’importanza strategica del sito, teatro di eventi degni di attestazione nelle fonti antiche, la sua ricorrenza in tutti i principali itinerari lungo la 1 2 via Ab Regio ad Capuam3, e d’altro canto l’assenza di vestigia giunte fino a noi sicuramente attribuibili all’insediamento, hanno rappresentato per gli studiosi una sfida a cui pochi, tra quelli che hanno indagato la storia lucana, si sono sottratti.

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Autore: Giuseppe Greco – greco_giu@me.com

Lorenzo MORONE. Tra Saepinum a Telesia. Nel triangolo dei misteri c’è …

Il territorio è rappresentato dal suo paesaggio, ha una sua identità che si manifesta attraverso dei segni che sono il risultato delle interrelazioni tra la sua natura fisica e la sua storia umana. Individuarli, decifrarli e raccontarli significa scoprire la storia. La nostra storia. Proprio come quella che arriva dai messaggi misteriosi provenienti da Pietraroia a Cerreto, da Caia Borsa ai Mastramici. Quella narrata da blocchi monolitici a forma di piramide, da colline di pietra dalla cima fortificata e protette da muri a secco, dalle strane forme fitomorfe disegnate sul territorio.
In tutti questi luoghi il mistero non è dato dalle particolari forme, che spesso anche la natura si diverte a tracciare, ma dall’intervento umano che ad esse è associato e che è facilmente individuabile. Luoghi che stupiscono, affascinano, intrigano ed elevano spiritualmente.

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Autore: Lorenzo Morone – morone.morone@libero.it

Carmine VENEZIA, Archivistica, Biblioteconomia e Archeologia: i rapporti tra le discipline della memoria.

Nel sistema accademico italiano l’archivistica e la biblioteconomia, discipline della memoria per eccellenza, condividono lo stesso settore scientifico-disciplinare (M-STO/08 – Archivistica, bibliografia e biblioteconomia), confluendo altresì nel medesimo settore concorsuale (11/A4 – Scienze del libro e del documento e scienze storico religiose), a sua volta parte dell’area disciplinare 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche, psicologiche. Da alcuni anni, come noto, è attiva la laurea magistrale in “Archivistica e biblioteconomia” (LM-5), che rappresenta la fisiologica prosecuzione del curriculum archivistico-librario della laurea in “Beni culturali” (L-01).
L’archeologia invece, pur costituendo anch’essa un percorso curriculare all’interno della L-01, è classificata in un’area disciplinare diversa rispetto alle materie archivistiche e librarie, quella delle “Scienze dell’antichità, filologico letterarie e storico-artistiche” (10), rappresentando non solo un settore concorsuale autonomo (10/A1 – Archeologia) , ma anche un indipendente macrosettore (10/A – Scienze archeologiche).

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Autore: Carmine Venezia – carmine.venezia@beniculturali.it

Giuseppe PIPINO. I metalli di Arezzo per la spedizione di Scipione in Africa.

Nel I secolo a.C. Virgilio scriveva, ne “La Georgica” (L. II, 165 o 223-25 s.ed.): “rivi d’argento e vene di rame mostrò l’Italia e corse oro a gran piena”; gli faceva eco, quasi contemporaneamente, Dionisio d’Alicarnasso, che nelle Antichità Romane (L. I, 37) affermava che in Italia, “vi sono anche miniere di ogni genere”, affermazione, questa, ripresa da Strabone (L. VI, IV, 1).
Nel secolo successivo Plinio, nella Naturalis Historia, ribadisce più volte il concetto e spiega la ragione per cui ai suoi tempi, e nel secolo precedente, non venivano coltivate miniere: “Ella non cede a nessun paese per l’abbondanza di tutti i metalli, ma lo sfruttamento fu interdetto da un antico provvedimento dei Padri che vollero si risparmiasse l’Italia” (L. III, 3); “C’è infine (in Italia) una gran ricchezza e varietà di miniere” (L. V, 4,1); “…Essa non è mai stata inferiore ad alcun altro paese di miniere d’oro, d’argento, di rame e di ferro, quando poté esercitarle” (L. XXXVII, 77).

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Autore: Giuseppe Pipino – info@oromuseo.com