Periodicamente e con una cadenza piuttosto regolare, riviste specializzate e non ci informano di nuove “scoperte” riguardanti presunte localizzazioni della reliquia più santa e più introvabile della storia: il Santo Graal. Alla base di tali “scoperte”, nella maggior parte dei casi, sta il rinvenimento, in questo o quel luogo, di reperti assimilabili alla celeberrima “coppa del Preziosissimo Sangue”.
Scorrendo quanto contenuto nei miti di tutto il mondo, appare lampante il fatto che, a parte la schiera di divinità di volta in volta indicate, almeno due sono le figure, in senso lato, veramente importanti da considerare: un dio “creatore” e un dio “civilizzatore”. Spesso, queste due personalità trovano riscontro in un unico soggetto, che, quindi, assurge alla duplice funzione della creazione e della civilizzazione degli esseri umani.
Una pagina di sorprendente attualità dal tardo antico, tra ansia di vivere, paura, degrado e volontà di potere. Sono sempre rimasta affascinata, fin dai tempi dell’università, dalle osservazioni del Prof. Bianchi Bandinelli sulla condizione di dolorosa esistenza che caratterizzò gli anni di fine impero. Una condizione di tramonto epocale talmente lontana da essere, ancora oggi, straordinariamente viva.
L’alpinista ha nel sangue la passione della montagna che sente come persona viva. Ha gioia se scala un grande massiccio innevato. Quando arriva a piantare la bandiera in cima è come se trafiggesse a morte il gigante formidabile, domato sotto gli scarponi. Ha compiuto un’impresa che molti invidieranno.