Il filosofo greco Platone ci racconta, nei suoi dialoghi “Timeo” e “Crizia”, della meravigliosa isola Atlantide, situata oltre le Colonne d’Eracle, e del suo conflitto con Atene : egli avrebbe raccolto una antica storia, appresa in Egitto da Solone, suo antenato, rimaneggiandola ed abbellendola con particolari e descrizioni desunti da altri contesti.
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Il culto della Mater Magna affonda le sue radici nella terra della rimembranza ove le ombre di un lontano passato evocano ricordi, mai cancellati di prosperità e gioia, di un tempo in cui l’uomo, stranito dai molteplici poteri e aspetti della natura, la fece madre e nutrice, iniziando a vivere nella sua immanenza come prodigo figlio che con timore venera e rende grazie alla sua Dea.