Carlo FORIN. La notte del Capodanno.

Ci troviamo qui, oggi 31 ottobre sotto al monte Altare di Vittorio, non solo perché ricorre la celebrazione americana di Halloween, che era Trinox Samoni dei Celti, ma, principalmente, PER INTRODURRE A TUTTI IL FATTO CHE PRIMA ERA KAR MUR. ‘forza della vita-morte’ il Capodanno sumero.


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Autore: Carlo Forin

Leonella CARDARELLI. La simbologia del Graal.

Sulla simbologia del Graal vi sono teorie divergenti: considerato oggetto sacro nella poesia medievale, esso è visto in Francia come un recipiente (precisamente un calice) contenente un’ostia, nell’ultima cena contiene il sangue di Cristo; in Germania (nel Parsifal) è una pietra miracolosa che dona eterna giovinezza; nella Gerusalemme celeste indica la suprema felicità celeste e terrena.  Il Graal può rappresentare altresì il percorso di una vita, il cammino spirituale dell’uomo ed esistono ancora tantissimi altri approcci. L’attribuzione di una o di un’altra accezione dipende dalla coscienza del singolo individuo: il Graal, infatti, è conquistabile solo dall’uomo puro e in questo senso l’oggetto sacro simboleggia il grado supremo di evoluzione spirituale.
Molti studiosi hanno focalizzato la loro attenzione sulla componente femminile del Graal: esso, infatti, inteso come calice-coppa-contenitore (cioè nella sua rappresentazione più diffusa) rimanda palesemente alla forma di un utero e quindi alla donna. Anticamente la donna rivestiva un ruolo di capitale importanza all’interno della società perchè vista come generatrice di vita: non a caso prima della diffusione del politeismo greco si adorava la Dea Madre (o Grande Madre). La donna, però, dà vita solo se fecondata e posteriormente, quando si scoprì il ruolo dell’uomo (sperma) la donna perse gran parte della sua importanza, infatti oggi Dio è inteso come maschio (nel Cristianesimo stesso si parla di Dio Padre).


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Autore: Leonella Cardarelli

Raffaele AVALLONE. La Regio-Capuam nel territorio salernitano.

Le strade che la civiltà di Roma ha costruito in tutto il mondo antico hanno rappresentato un evento politico di portata universale; basti pensare che esse spesso costituiscono ancora il supporto della viabilità attuale, non soltanto in Italia e in quei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche in alcune nazioni dell’Europa dell’Est, dell’Africa e dell’Asia. Si può ben valutare lo spessore dell’impresa, se si consideri che solo le viae publicae articolavano per tutto l’impero una rete di oltre 120.000 Km di percorsi. La costruzione di una così vasta e ben strutturata rete veicolare rispondeva nella mentalità latina a quei principi di esigenza di ordine per l’utile pubblico che è stata una delle caratteristiche distintive del romano antico; le strade erano considerate quelle opere necessarie che Plinio il Vecchio contrapponeva orgogliosamente alla “otiosa et stulta ostentatio pyramidarum” [l’ostentazione stolta ed inutile delle piramidi] (Plin. N.H., 75) e Sesto Giulio Frontino paragonava alla “inertia sed fama celebrata opera Graecorum” [alle opere dei Greci inutili ma celebri per fama] (Front. De aq., 16).


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Autore: Raffaele Avallone

Leonella CARDARELLI. Ciò che resta di Atlantide.

Quando respiri l’aria del cielo nulla sulla terra ritornerà mai più come prima, né la terra su cui cammini, né l’acqua su cui ti rifletti.  Ale


ATLANTIDE: MITO O REALTA’?
Per molti la storia o l’esistenza del continente Atlantide, esistito prima del diluvio universale, è pura fantasia… eppure se ne parla molto e numerose testimonianze ci arrivano da studiosi ed intellettuali. Secondo Corrado Federici “alla base di lontane leggende  c’è sempre un nucleo di verità simbolica e spirituale”. Ciò vuol dire che dietro ad ogni nostra forma di pensiero, dietro ogni nostro modo di dire si nasconde qualcosa che è andato perduto. Purtroppo più un evento è cronologicamente lontano e non collocabile in uno spazio temporale ben definito… più viene visto come una leggenda, una fiaba o una favola. Il mito non è fantasia ma un racconto simbolico che contiene una verità. Per la conoscenza esoterica il mito di Atlantide rappresenta  il passaggio verso la nostra razza, la razza aria.
Esamineremo insieme le testimonianze e i resti archeologici attribuiti a questa civiltà antichissima e poi sarà il lettore a decidere se credere o meno all’esistenza del continente perduto.


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Autore: Leonella Cardarelli

Email: leonellacardarelli@virgilio.it

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