Qui di seguito presento essenziali cenni sul mio metodo di ricerca, volti all’individuazione ed alla comprensione delle forme fono-morfo-logiche delle lingue, rispettando un’unica legge, quella del relativismo cinefonetico di ogni elemento compositivo, variabile in un dato luogo e in un dato tempo.
Il nanismo ha sempre destato, nell’immaginario collettivo, una curiosità spesso generata dal “lusus naturae”, visto come elemento di disarmonia della creazione. Già in età Paleolitica, nell’Aurignaziano, è attestata nella Valle del Danubio austriaco la testimonianza di un reperto riconducibile alla divinità femminile della fecondità, in cui appaiono ben accentuati i caratteri del nanismo.
Lo studio delle prime fasi di vita della colonia romana di Salerno presenta generalmente non poche difficoltà, dovute ad una serie di motivi sintetizzabili in una estrema frammentarietà delle già scarse fonti pervenuteci (alcuni passi, spesso incidentali, tratti da autori e da documenti dell’età antica) e in una penuria di sicuri dati archeologici, basati su quei pochi ritrovamenti effettuati per lo più fortuitamente, magari in concomitanza di scavi occasionali.
STORIA DELL’INDIA I libri di storia ci raccontano che la culla della civiltà è la Mesopotamia. In realtà il dinamismo delle sempre nuove scoperte ci porta a confutare questa annosa teoria e a spostare la culla della civiltà un po’ più ad est. Il problema fondamentale è che il paradigma dominante impiega molto tempo ad adattarsi alle nuove scoperte, quando ci si vuole adattare.