Aniello LANGELLA, La casa pompeiana come luogo di culto.

Il luogo di culto era quello spazio della casa o della città, dove ciascun cittadino poteva esercitare in maniera esplicita e anche privata la propria vicinanza al dio. Poteva essere quello spazio riservato e spessissimo privato, dove ognuno poteva professare la medesima fede in maniera celata, senza necessariamente manifestarlo e renderne partecipi gli altri. Il dio…


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Autore: Aniello Langella

Alfredo PIRONDINI. Struttura megalitica soprastante l’Arma Strapatente (Orco-Feglino, Finalese, Liguria).

Viene descritto il reperto megalitico, la sua ubicazione, il suo orientamento ed i rapporti con vicine strutture di interesse archeologico ed archeoastronomico.
Segue una breve discussione sulle ipotesi di utilizzo dei reperti descritti.


L’intera presentazione si trova nell’allegato.



 

Autore: Afedo Pirndini

Email: mpwpir@gmail.com

Allegato: pietra altare sopra strapatente.pdf

Vincenzo ANDRAOUS. Bisogna davvero scuoterci da subito.

Il crimine non è mai casuale, non ha forme sconosciute, neppure passaporto contraffatto, è violenza, e come tale conferma la sua avanzata o la sua ritirata, è la sua mutazione a sorprendere, la sua mimetizzazione a preoccupare, la sua codardia a fare la differenza con la realtà che si è costretti a vivere.
Per chi nella vita ha percorso sentieri ingarbugliati, spesso inesistenti e inventati a propria misura, non è difficile spiegare perché si sceglie il pericolo dei rischi estremi, piuttosto che la “banalità” di una vita insieme agli altri.
“Il voglio tutto e subito” lasciato a briglie sciolte, miscelato con il delirio di onnipotenza, fa da detonatore a una agire infantilizzato, e quando questa reazione prende il via, non c’è misura al dolore che arrecherà, alle tragedie che si consumeranno.
Si torturano coppie di vecchi indifesi per quattro spiccioli, fino a ucciderli per arraffare i risparmi di una vita.


Si bastonano a sangue due coniugi che non possono difendersi per appropriarsi della poca pensione che neppure c’è più.


Si prendono a calci giovani donne per stuprarle con  disprezzo per la dignità rubata.
Perfino nella società sottobanco, in quella scolpita nel ferro e nel fuoco, nella cattiva vita che rigenera se stessa nella cultura della morte, preoccupa la metamorfosi che implode e esplode, che cambia i profili degli stessi principi fondanti.


Onore, coraggio, forza, sono solamente un vago ricordo  di una sorta di codice banditesco oramai carta straccia neppure riciclabile.
Il crimine porta con sè vite dimezzate e esistenze defraudate, sofferenze e ingiustizie, non vi è possibilità di una giustificazione, di una difesa onorevole, di una facile ammenda per chi commette questi reati.
Quando si infierisce fino a rendere una persona qualcosa di  irriconoscibile, allora non è più solamente un atto criminale,  un doloroso fatto di cronaca, è qualcosa di assai peggio, perché non è comprensibile per la gente per bene, ma nemmeno per quanti stanno nel sottomondo civile, non può passare inosservata una gestualità così indegna e miserabile.
Chi ha vissuto cent’anni tra una lucida follia e il passamontagna, sa bene che non è una pistola, un mitra o un bastone, a fare un uomo, non è l’arma a fare la differenza, ma il suo contrario.
Non ci sarà mai una giustificazione o una attenuante sufficienti per ribadire che la violenza è un atteggiamento mentale e fisico inaccettabile, e che il crimine più scellerato non potrà mai essere barattato con una sorta di finzione del silenzio, perché in questa pratica dell’annientare premeditatamente chi non può difendersi c’è l’intera inaccessibilità alla comprensione.
Questi accadimenti non possono diventare materiale da romanzare spettacolarmente per eventi filmografici, oppure da somministrare per una mera statistica, in questa ferocia inusitata, non può esserci solamente una responsabilità riconosciuta attraverso la solita condanna, i soliti richiami a una conquista di coscienza.
Forse è giunto il momento di guardare con lo specchio dentro il nostro stomaco, e non rimanere nuovamente schiacciati dall’incultura delle ideologie, delle subculture mascherate, dalla violenza socialmente autorizzata.
Occorre smetterla di passare oltre, bisogna davvero scuoterci da subito, è urgente farlo affinché non si ripetano gli stessi inaccettabili errori.

Autore: Vincenzo Andraous

Email: vincenzo.andraous@cdg.it

Giuseppe Costantino BUDETTA, Il sistema talamo striato nell’uomo, scimmia e in altri mammiferi.

Il sistema di  autoregolazione emodinamica porta verso il cervello maggiore quantità di O2 nelle aree neuronali con maggiore attività.


Questo cosiddetto livello dipendente di ossigenazione sanguigna o bold effect è la base fisiologica del successo della metodica d’indagine MRI.


Le ricerche di Lovick et all. (1999), riguardano le connessioni tra architettura neuronale e arteriole di supporto.


Gli autori hanno studiato una regione profonda dell’ippocampo (regione CA1), nel Ratto evidenziando correlazioni funzionali ed anatomiche tra flusso sanguigno locale e strutture nervose.


Gli autori descrivono le strette connessioni tra citorachitettura neuronale e densità arteriolare di supporto. Singole cellule piramidali sarebbero da considerare come unità metaboliche.


Lo studio completo si trova nell’allegato.

Autore: Giuseppe Costantino Budetta

Email: giuseppe.budetta@alice.it

Allegato: IL SISTEMA TALAMO STRIATO.pdf

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