Archivi categoria: Studi e Ricerche

Francesca Pandimiglio. Orrore e sconcerto nell’iconografia cristiana in un capitello romanico della Chiesa di San Sisto a Viterbo.

A Viterbo la chiesa romanica di San Sisto (fig. 1), uno degli edifici ecclesiastici più antichi della città citato per la prima volta in un documento del 1068, fu costruita su un tempio pagano, dedicato forse a Venere o alla dea Fortuna, tra il IX e il XIII secolo.
I documenti, riportano che nel rione di Vico Quinzano, già alla fine dell’VIII secolo, nella zona, come ipotizzavano gli storici Pinzi e Signorelli, compresa tra le Fortezze, la Strada Romana e l’attuale chiesa in questione, c’era una piccola pieve, dedicata a San Marco. Le modifiche nel tempo sono state numerose in particolare nel XII secolo, quando l’abside venne incapsulata all’interno delle mura cittadine. Per compensare il dislivello tra il pavimento dell’edificio e le mura, il presbitero venne rialzato notevolmente e nella parte sottostante ad esso venne inglobata l’antica cripta. ..

Leggi tutto nell’allegato: Capitello San Sisto a Viterbo

Autore: Francesca Pandimiglio – pandimigliofrancesca@gmail.com

Lorenzo Morone. Dalle mura sannitiche di Cominium ai mesopirgi di Telesia.

Nel IV secolo a.C., prima delle guerre sannitiche, il Sannio era occupato da popolazioni italiche omogenee per caratteri culturali e linguistici, tutte appartenenti al ceppo sannitico, o sabellico. Tra queste i Pentri, che colonizzarono i monti del Matese, tra Campania e Molise, con insediamenti che si svilupparono soprattutto nel versante meridionale, dal clima più mite e dall’abbondante presenza di acqua e pascoli.
Tutta la zona, cosi come il torrente che l’attraversa, è nota col nome di Vallantico (da vallum: palizzata, baluardo, bastione e, in senso figurato, difesa, riparo, barriera protettiva, e antiquum: passato, vecchio, di un tempo)…

Leggi tutto nell’allegato: Da Cominium a Telesia

Autore: Lorenzo Morone – morone.morone@libero.it

Michele Santulli. 450 anni, la notte di San Bartolomeo.

Era la notte tra il 23 al 24 agosto del 1572 a Parigi in occasione del matrimonio di Enrico di Navarra futuro re Enrico IV, con la figlia di Caterina dei Medici, madre del re di Francia: verso le 3 di notte, chiuse le porte della città, un manipolo di cattolici assali e ammazzò nel sonno una quantità di protestanti venuti per essere presenti alle nozze del loro capo Enrico…

Leggi tutto nell’allegato: 450 ANNI, LA NOTTE DI SAN BARTOLOMEO

Autore: Michele Santulli – michele@santulli.eu

Pasquale Scarnera. Un’ipotesi per il complesso rupestre di “Capotenda”, Gravina di Puglia.

Ad ovest del Complesso Rupestre del “Padre Eterno”, affacciato ad est, si trova il Complesso Rupestre di “Capotenda”.
A differenza del precedente, questo complesso non è mai stato oggetto di scavi sistematici, nonostante la presenza, in superficie, di numerosi elementi architettonici che depongono a favore di un uso intensivo dell’area, nell’antichità: sono infatti evidenti numerose fondazioni di case o di edifici di altra natura, che fiancheggiano la strada che conduce al torrente.

Leggi tutto nell’allegato: UNA IPOTESI PER IL COMPLESSO RUPESTRE DI “CAPOTENDA”, GRAVINA IN PUGLIA

Autore: Pasquale Scarnera – linosca@questacitta.it – Psicologo Clinico, Cooperative Sociali “Questa Città” e “Campo dei Miracoli” di Gravina in Puglia (BA).