Archivi categoria: Sociologia

Giuseppe Costantino BUDETTA, Correlazioni tra bipedismo, stazione eretta, prensione degli alimenti, sviluppo cranico ed asimmetrie cerebrali.

Dal punto di vista evolutivo nell’Uomo, esisterebbero quattro aspetti strettamente correlati che sarebbero: stazione eretta, bipedismo, prensione degli alimenti con gli arti superiori, sviluppo del neurocranio.


La correlazione tra alcuni dei quattro parametri si riscontra con alta frequenza anche in altri mammiferi come nel Delfino e nell’Elefante e sarebbero delle costanti evolutive.


Lo studio completo si trova nell’allegato.

Autore: Giuseppe Costantino Budetta

Allegato: Bipedismo maggio tredici.pdf

Giuseppe Costantino BUDETTA, Pressioni intracraniche.

Il tessuto cerebrale non è elastico ed è contenuto nella impalcatura ossea del neurocranio. La rigidità della cavità cranica di per sé non è uno svantaggio permettendo un più efficace controllo dei fluidi cerebrali. Organi parenchimatosi come i reni ed il fegato sono provvisti di spesse capsule fibrose all’interno della quali circolano il sangue venoso, arterioso e la linfa. Nella cavità cranica, variazioni volumetriche del sangue venoso o del CSF inizialmente funzionano come i più efficaci tamponi contro l’insorgenza del ICP. Nell’adulto normale, ICP è di 5 – 13 mmHg, con minori variazioni cliniche per gli effetti della curva di pressione arteriosa e della respirazione. Il flusso sanguigno cerebrale (CBF) è determinato da vari fattori. E’ strettamente connesso all’attività metabolica del cervello, atta ad assicurare un adeguato consumo di ossigeno e di substrati. Il rapporto tra pressione parziale di diossido di carbonio nel flusso arterioso (PaCO2) e di CBF è quasi lineare. Il CBF aumenta del 25% per ogni incremento di Kpa in PaCO2. L’ipossia (Pa O2 < 6.7 KPa) è anche un importante stimolo d’incremento del CBF. Il cervello non tollera la ipo e la iperfusione e per questo necessita di un costante afflusso sanguigno.
Al di sotto dello stretto limite dell’autoregolazione, CBF rispecchia la pressione arteriosa media (MAP). Una riduzione di flusso causa ischemia cerebrale. Nell’Uomo, i fattori di regolazione intervengono sui seguenti paramentri:
CBF: flusso sanguigno cerebrale.
ICP: presione intracranica.
CSF: liquido cerebro spinale.
MAP: pressione arteriosa media.
CPP:  pressione di perfusione cerebrale.


Il ricco contingente di muscolatura liscia nelle reti mirabili encefaliche di alcune specie come i delfini, i ruminanti comprese le giraffe, agendo sul ??  di flusso cerebrale pre arteriolare e post arteriolare regola CBF e CPP.


Funzioni analoghe avrebbero le numerose anastomosi intra ed extracraniche sia nell’Uomo che in altri mammiferi come il Cane ed il Gatto: ridurre l’energia cinetica del flusso sanguigno arterioso cerebrale e tramite perdite di carico ?, prevenire insorgenze di eccessive ICP.


Nella specie umana, alterazioni di CBFr potrebbero compromettere la normale corticogenesi in particolare nei lobi frontali in età pre-puberale, come dimostrato da Takashi Ohnishi et all. (2000), Dawson G. e coll. (1995), George MS et all. (1992) e Mountz JM et all. (1995).


L’intero studio si trova nell’allegato.
 
L’autore.
Budetta Giuseppe Costantino nato a Bellosguardo (SA) vive a Napoli — Ponticelli, Via Lago Lucrino 24 — 80147 — Italia. Diplomatosi presso il Liceo classico A. Genovesi di Napoli, laureato con lode in Veterinaria, ha due specializzazioni in Alimentazione ed in Citochimica quest’ultima conseguita presso la II Fac. di Medicina di Napoli. E’ prof. associato di Anatomia, fisiologia e morfologia degli animali domestici  presso la Facoltà di Agraria di Palermo, gruppo disciplinare: VET 01. E’ autore di oltre novanta lavori scientifici alcuni dei quali pubblicati su riviste internazionali americane e francesi. La rivista scientifica Psychologia ha pubblicato alcuni dei suoi saggi come Scienza e Conoscenza, ArcheoMedia e PsicoLab. Budetta Giuseppe Costantino fa parte d’importanti comitati di redazione in giornali di scienza oltre che di narrativa.

Autore: Giuseppe Costantino Budetta

Email: giuseppe.budetta@alice.it

Allegato: PRESSIONI INTRACRANICHE.pdf

Laura TUSSI. LA PRATICA DI FREUD. Elaborazione teorica e tecnica.

Nelle opere di Freud è sempre difficile separare il momento applicativo dalla elaborazione teorica che si intrecciano attorno all’asse della terapia. Il loro rapporto, tutt’altro che stabile, rende impossibile una metodologia generale che fissi la tecnica analitica nella forma teorica. Negli anni ‘30 prevale un’ottimistica concezione dell’ io considerato l’alleato della terapia, il cui fine, più che la guarigione, è un soggetto nuovo, padrone di sé e della sua storia. Col procedere del lavoro analitico, le resistenze alla cura si rivelano della stessa natura delle pulsioni e ad esse congiunte. L’io del paziente invece si dimostra un alleato infido, un sintomo. Erano ancora salde alcune certezze di stampo positivista, come la possibilità di ricostruire la storia del soggetto, poiché tutto il passato è conservato nella memoria e si tratta solo di dissotterrarlo.


L’intero articolo si trova nell’allegato.

Autore: Laura Tussi

Email: tussi.laura@tiscali.it

Allegato: LA PRATICA DI FREUD.pdf

Laura TUSSI, La psicanalisi come sovversione del sapere.

La psicanalisi è apparsa nel 1900 con Freud e per questo si è creata la distanza necessaria per considerarla in una prospettiva storica. Il movimento psicanalista non è unitario, tuttavia presenta uno stile cognitivo analogo a tutti i protagonisti: la capacità di dubitare delle certezze, di abbandonare la sicurezza del noto per l’ignoto, di tentare l’impossibile. Questo atteggiamento non riguarda solo l’oggetto della conoscenza, ma soprattutto il rapporto del ricercatore con se stesso. La psicanalisi intacca ogni residua certezza. E’ la riprova della debolezza e, al contempo, della forza della razionalità occidentale, testimoniando il fallimento del sapere scientifico, nella sua pretesa di conoscere, possedere e dominare la realtà, rendendo modificabile quello che prima sembrava dominato dal caos, con la scoperta delle sue leggi regolative. Freud non intende fare della psicanalisi una Weltanshauung, ma produrre un punto prospettico dal quale nessun sapere possa prescindere. È stato necessario mutare il rapporto che il medico intrattiene con la malattia. Oggetto d’indagine della psicanalisi classica è l’organo sofferente o la funzione distorta e la finalità ultima consiste nell’intelligibilità del sintomo inteso come connessione necessaria e costante tra causa organica ed effetto patologico. Questo nesso, catalogato come sindrome, viene inserito nell’archivio complessivo della tassonomia, ramo delle scienze biologiche preposto alla classificazione e alla nomenclatura degli organismi viventi e fossili, dove trova significato e valore. Freud tenta di inserirsi nella psichiatria istituzionale, ma non vi riesce anche perché rimane troppo coinvolto dal fascino dell’altro. La psichiatria si difende frapponendo fra sé e l’altro la barriera del sapere, della tecnica, facendosi puro strumento che indaga l’altro senza riconoscerlo, considerandolo cosa tra cose. Invece, il medico che si dispone all’ascolto si rende passivo, si lascia invadere dal discorso del malato che parla. Nel momento in cui non è più la parte malata che pone un problema, ma il soggetto che attraverso di essa si manifesta, la psicanalisi si stacca dalla medicina, scienza del corpo, per farsi scienza dell’uomo. Nel vuoto rimangono pratiche non riconosciute dalla scienza ufficiale, come il mesmerismo e l’ipnosi, in cui permane un insieme di pensieri e affetti, in una confusione tra il corporeo e lo psichico.

Il centro della ricerca di Freud fu l’inconscio, trasgredendo ai divieti disciplinari delle conoscenze istituzionali, organizzando un nuovo campo di saperi. Nella sua impresa conserva, della medicina, i privilegi attribuiti alla patologia, come possibilità di cogliere in forma evidente il funzionamento normale, e alla terapia, intesa come campo sperimentale dal quale trarre gli interrogativi e nel quale verificare le ipotesi esplicative. Freud cercherà per quanto possibile di non scindere la teoria dalla prassi, la metapsicologia dalla clinica. La psicanalisi nasce come terapia dell’isteria e dal rapporto con le isteriche Freud deriva la convinzione su cui si fonda tutta la sua ricerca: tutto l’agire umano, anche il meno intenzionale, è dotato di senso. Il senso non riguarda l’atto in sé, ma un significato nascosto che va ricercato con opportune strategie. Ogni manifestazione umana può essere letta come discorso manifesto che rimanda ad un discorso latente che ne detiene il senso. Ma non si tratta solo di scoprire una verità latente, ma di costruire un senso storico attraverso il lavoro analitico di composizione e ricomposizione dell’ evidente. La psicanalisi, secondo Freud, è un lavoro nel corso del quale emerge l’esperienza dell’inconscio. L’inconscio non è una cosa, non è una zona dell’apparato psichico, ma un’esperienza concreta ed una necessità logica. Solo ammettendo l’esperienza dell’inconscio possiamo capire brandelli di esperienza che altrimenti rimarrebbero privi di soggettività e di significato. Solo l’