Archivi categoria: Archeologia

Giuseppe PIPINO, Un altro monumento all’idiozia nelle aurifodine della Bessa.

Nell’articolo sul “Castelliere di Mongrando”, pubblicato da Archeomedia il 16 novembre 2006, evidenziavo come fosse stata spesa un’ingente somma di denaro comunitario per “restaurare” un presunto monumento preistorico definito, dal direttore scientifico dei lavori, il dott. F. M. Gambari della Soprintendenza Archeologica del Piemonte, “impianto architettonico” del IV-III sec. a.C. “…collegato alla ritualità e al culto delle acque di scorrimento”.


Nell’allegato, trovate l’intero articolo.


Info: Museo Storico dell’Oro Italiano http://www.oromuseo.com

Autore: gIUSEPPE pIPINO

Allegato: Un altro monumento all idiozia.pdf

Giuseppe PIPINO, L’oro nel fronte meridionale dell’anfiteatro morenico d’Ivrea e nella bassa pianura vercellese.

Lungo il fronte meridionale dell’AnfitetroMorenico di Ivrea si trovano le testimonianze di antiche coltivazioni di terrazzi fluvioglaciali auriferi (aurifodine), da me localizzate sulla base di vecchie segnalazioni, di indizi toponomastici e, soprattutto, di analogie giaciturali. 
La scopertarisale al 1987, nel corso di una dettagliata raccolta di indizi “auriferi”, in tutta Italia, fatta per conto di AGIP Miniere, e ne diedi subito segnalazione alla Soprintendenza Archeologica per il Piemonte, avvertendo che doveva trattarsi “…delle aurifodinae coltivate dai Salassi, a cui si riferisce Strabone, che vengono generalmente, ed erroneamente, scambiate con quelle della Bessa nel Biellese”.
La mia segnalazione non ebbe alcuna risposta: venni poi a conoscenza che, nel contempo, la stessa Soprintendenza aveva presentato un progetto di finanziamentoper l’ “Area mineraria della Serra”, nel quale affermava che “…La Bessa….è la sola miniera d’oro d’età romana in Italia” e che “…la prima attestazione delle fonti…riguarda l’intervento romano del 143 a.C., mirato a dirimere la disputa tra Libui di Vercellae e Salassi a causa della deviazione dell’acqua (della Dora) da parte di questi ultimi per il lavaggio dell’oro” (Sopr. Arch. Piem., 1987).


Lo studio completo si trova nell’allegato, vai >>>


Info:
Museo Storico dell’Oro Italiano – http://www.oromuseo.com

Autore: Giuseppe Pipino

Allegato: Giuseppe Pipino.pdf

Stefania CHIRICO, La valorizzazione del patrimonio archeologico vince di mille secoli il silenzio…. Il caso di Loreto Aprutino.

La valorizzazione, la salvaguardia e la comunicazione del patrimonio archeologico rappresentano oggi, forse più che in passato, i mezzi per trasmettere il senso della continuità e dell’appartenenza dell’uomo ai suoi simili, a coloro che lo hanno preceduto e alle generazioni che si avvicenderanno: in un’epoca in cui predomina il gusto per il nuovo, per il tecnologico, per ciò che fa tendenza, l’uomo moderno sembra aver perso il senso della storia, intesa come processo di formazione, di evoluzione, di miglioramento continuo dell’umanità.



L’intero studio si trova nell’allegato.


 

Autore: Stefania Chirico

Email: stefychirico@tiscali.it

Stefania CHIRICO. Strategie di comunicazione per i musei archeologici.I casi del Museo Archeologico Atestino e del Museo Lavinium di Pomezia.

L’archeologia è la disciplina il cui scopo è quello di svelare e raccontare situazioni, episodi, storie di uomini e di società passate, che hanno vissuto in un determinato territorio e che hanno lasciato importanti testimonianze recuperate in anni e anni di campagne di scavo.


Vedi l’intera presentazione nell’allegato.



 

Autore: Stefania Chirico

Email: stefania.chirico@mail.polimi.it

Allegato: Comunicazione per i musei.pdf