Tra i piu’ interessanti e stringenti interventi elaborati sul massacro di Charlie Hebdo, quello dell’amico Erri de Luca m’è parso il più eloquente nel mettere sull’avviso qualunque tentativo di manomissione della verità: “Morire con la matita in mano, la scatola dei colori, mentre si sta disegnando lo sgambetto a una qualche tirannia, con lo strumento insuperabile del sorriso. La strage non si limita a minacciare la libertà di critica. Mira a ferire la libertà in se stessa, data per immorale dagli assassini”.
Il convegno promosso dall’Università di Trento, dedicato alla presentazione dei più recenti ritrovamenti di necropoli longobarde in Italia, ha costituito un forte stimolo a proporre all’attenzione della comunità scientifica due contesti particolarmente significativi – non solo dal punto di vista quantitativo – messi in luce negli anni 2009-2011 in Piemonte: il primo a sud, in provincia di Cuneo (Comune di S. Albano Stura), il secondo nel territorio novarese (Comune di Momo).
in “NECROPOLI LONGOBARDE IN ITALIA. Indirizzi della ricerca e nuovi dati.”
Atti del Convegno Internazionale – 26 – 28 settembre 2011 – Castello del Buonconsiglio, Trento
Nel 1967 e 1968, sulle pagine di «Altamura», il dott. Tommaso Berloco dava inizio ad una serie di articoli1 che nelle sue intenzioni avrebbero dovuto informare gli studiosi e gli appassionati di storia locale di alcuni importanti reperti archeologici ritrovati in Altamura o nel suo territorio e conservati presso diversi musei italiani e stranieri.
Ripercorrendo il leggendario viaggio di Enea verso l’Italia cantato da Virgilio nel terzo libro dell’Eneide, partendo dal golfo di Taranto troviamo citati nei versi 551 – 554 i luoghi avvistati dall’eroe troiano nel tratto della costa ionica della Calabria compresi tra il tempio di Hera Lacinia e il “navifragum Scylaceum”.