Nel 1901 lo scienziato americano Duncan Mc Dougal, convinto che l’anima umana fosse materiale, decise di pesare i corpi di alcune persone, ormai prossime alla morte, con una particolare bilancia a once da lui stesso costruita. I risultati di questo esperimento furono pubblicati nel Journal of American Society for Psychical Research e vennero, com’è ovvio, ampiamente contestati da tutta la comunità scientifica del tempo.
Il castello di Cosio sorgeva sulla sommità di un dosso localizzato a una quota di 360 m circa a monte e a meridione del centro abitato, in corrispondenza del versante orobico valtellinese; della scomparsa fortificazione oggi rimane, almeno apparentemente, solo il toponimo di località Castello, riferibile ad un nucleo di edifici rustici, in buona parte abbandonati, che sorgono in corrispondenza di una sella posta tra il fianco meridionale dell’altura e il vicino versante montuoso.
Figure sfuggenti, di frequente poco ricordate dalle fonti scritte, le figlie dei sovrani altomedievali hanno attirato negli ultimi anni l’attenzione degli studi di genere. L’analisi combinata di fonti storiche, iconografiche, epigrafiche e archeologiche, infatti, ha permesso di delineare una nuova immagine di queste principesse regie.
Nimrud, l’odierna Kalku, è stata la capitale dell’Impero neoassiro, la cui influenza egemonica politica e culturale sul mondo del Vicino Oriente si è sviluppata dal IX all’VII secolo a.C.. Purtroppo, nel 2014, tale cittadina è caduta sotto il controllo dell’ISIS ed ha subito gravi danneggiamenti finché, nel 2015, il sito archeologico è stato completamente distrutto con picconi, ruspe ed esplosivo.
Intervento dell’autrice in “Archeologia in Rosa” in data 10 marzo 2016, presso la Società Friulana di Archeologia.