La conoscenza dell’alimentazione nell’antico Egitto è da un lato resa facile dal clima, che ha conservato numerosi cibi, così come l’imbalsamazione ha permesso di analizzare anche i tessuti molli e non solo le ossa e i denti; disponiamo poi anche di numerose fonti iconografiche e letterarie.
I numerosi resti umani, scheletrici o mummificati (artificialmente o naturalmente), analizzati grazie a varie tecnologie (raggi X, TAC, spettrometria LIBS, analisi isotopica), ci permettono di conoscere meglio la dieta delle varie classi sociali dell’Antico Egitto.
Articolo relativo ad una conferenza del 22 settembre 2017 tenutasi presso la Società Friulana di Archeologia.
La parola “chirurgia” deriva dal greco χειρουργία ed è composta dai termini χείρ, mano, e ἔργον, lavoro, e significa letteralmente “lavoro manuale” . Essa è attestata per la prima volta in Articolazioni e Officina del medico, opere del Corpus Hippocraticum, raccolta di testi medici riferibili, secondo la tradizione, alla figura di Ippocrate di Cos, medico vissuto nel VI – V sec. a.C. .
Gli studi in età moderna sulla regione denominata Commagene risalgono già al 1689 a seguito di Epochae Syromacedonum in vetustis urbium Syriae nummis praesertim Mediceis expositae, composto da Enrico Noris.
Antecedentemente a quest’opera di ampio respiro, le indagini su questa piccola satrapia seleucide erano ristrette ad un campo prettamente numismatico, grazie ad opere come Selecta Numismatica Antiqua, ex museo Petri Seguini.