Tutti gli articoli di Feliciano Della Mora

Michele SANTULLI. Ci risiamo! Stradaiuli e asfaltisti.

L’Italia nel passato e anche oggi è meta esclusivamente di arte, architettura antica, del suo clima e spiagge: e di questi due doni impagabili, unici e tipici solo dell’Italia, non siamo stati così accorti da accantonarli o addirittura distruggerli, specie le spiagge ed i litorali e le coste: abbiamo cementificato tutto e tutto annientato e, per di più, abbruttito e avvilito. Siamo in gran parte così abituati al brutto e al vile che ormai non ce ne avvediamo più! E ancora si consente che i palazzinari e gli stradaiuoli e gli asfaltisti e loro simili parlino di costruire e di asfaltare! Ma perché non vanno in Libia, in Tunisia, in Siria, in Irak, in Palestina, ecc. dove c’è così tanto da costruire e asfaltare? E come mai da noi non  si comincia invece a battere sentieri contrari e cioè a iniziare ad abbattere e a demolire almeno le costruzioni abusive?
Questa infelice regione d’Italia dove per oltre mezzo secolo hanno imperato Andreotti e i suoi seguaci e sodali coi risultati che si vedono in giro, se si vuole e si sa vedere, è stata preda di inaudito scempio urbanistico ed ambientale. Si cominci con Cassino assurta quasi ad epitome di sconcio edilizio, dove valide e perfino ammirevoli restano le poche abitazioni costruite immediatamente  nel dopoguerra dagli alleati. O col paesaggio di Fondi decantato da Goethe, letteralmente cementificato con sdegno e dolore di De Libero e di Purificato.
Gli attuali personaggi politici non serve chiamarli a nome in quanto ben noti perché attivi quotidianamente su tutti i social: li si ascolti attraverso la loro quotidiana presenza solo parlatoria: mai una proposta intelligente, solo continui rimbrotti e critiche negative di quanto fanno gli altri: mai di appoggio e di sostegno nell’interesse generale, solo bastianite congenita: io dico rosso, lui dice verde, io dico verde, lui dice rosso. Abbondano in auguri, congratulazioni, condoglianze…: questo è quanto tali autentici forsennati delle corde vocali sanno proporre; e dire che sono lautamente pagati per ben altre responsabilità che la vuota accademia oratoria. I loro chiodi fissi non sono gli abusivisti, i ladri politici e non politici, i corrotti e i bustarellari, i palazzinari speculatori, la burocrazia, gli evasori fiscali, le quantità di posizioni privilegiate e protette, gli ordini professionali, le successioni, le leggi a favore di certe categorie, i ladri di Stato, la raccomandazione, ecc.: sono tutti allievi di una scuola famosa in cui queste realtà sono sacre e intangibili: perciò mai si parla di demolire gli scheletri di cemento armato in giro e le costruzioni abbandonate oppure gli illeciti abusivi che hanno sfigurato e degradato, mai contro l’abbattimento indiscriminato degli alberi: mai, non dico una iniziativa ma almeno una proposta e un progetto culturale e artistico, mai.
Adesso uno di questi personaggi, che è stato così abile da vivere a spese della comunità per mezzo secolo senza nulla dare, ha fatto uscire dal cappello viadotti, gallerie, ponti, pilastri…una nuova strada che parta dall’Adriatico e arrivi a Gaeta-Formia, “ma con prolungamento fino a Fondi”, secondo le condizioni dello stradaiuolo locale. Non ha importanza che un altro figuro più a nord parli di una arteria simile ma da Ancona a Civitavecchia e che, altresì, di strade ormai ve ne siano perfino troppe. Naturalmente quando si sente il sapore del cemento e dell’asfalto, tutti o gran parte sentono l’acquolina in bocca! E battono le mani! Non dicono che la politica costruttiva delle autostrade italiane, a parte il beneficio indiscusso, è stata in sostanza primitiva e cieca nei principi guida.
Non parliamo della Francia e della Germania, paesi pianeggianti dove la costruzione è stata di molto facilitata e perciò molta attenzione al controllo rigoroso della spesa e soprattutto al rispetto dell’andamento del terreno per cui è normale nelle loro autostrade di trovare curve e discese e salite, proprio per evitare quanto più possibile ponti e viadotti e gallerie ecc,.
Lo stesso in quelle svizzere ed inglesi altrettanto montagnose che l’Italia: da noi invece tutto al contrario: massima spesa e tutto dritto: il risultato è una eredità di migliaia e migliaia di ponti e viadotti e gallerie (si parla di ventimila, ma nessuno lo dice di preciso!!): costi paurosi per la manutenzione che dissangueranno in eterno gli sciagurati italiani improvvidi e ciechi: tristi monumenti all’insipienza, al clientelismo, allo scialo, alla devastazione del paesaggio: risorse gigantesche tolte e soprattutto da togliere in futuro alle borse di studio, alle abitazioni per gli studenti, agli ospedali, all’assistenza, alla cultura…

Autore: Michele Santulli –  michele@santulli.eu

Maria Cristina VINCENTI. Ariccia. Nuove scoperte al XVI miglio dell’Appia antica.

In questi giorni sul tratto aricino della via Appia Antica, XVI miglio da Roma, nell’ambito degli scavi preventivi eseguiti da un’impresa appaltante sotto la direzione della SABAP per l’ampliamento di Via di Mezzo in Valle Ariccia, sono venute alla luce, sul lato destro dell’attuale viabilità, un tratto di basolato dal quale se ne diparte un altro diretto verso nord, oltre a un diverticolo in acciottolato funzionale al collegamento con l’interno della Valle di Ariccia e i suoi coltivi. ..

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Autore: Maria Cristina Vincenti – mariacristinavincenti@gmail.com

Santi Maria RANDAZZO. Il culto del dio Fidius: dal Quirinale al porto Saraceno di Catania.

Del culto di questo dio ne parlano anticamente Livio, Sesto Pompeo, Varrone, Catone, Dionisio Halicarnasseo, Ovidio, Plauto, Virgilio, Fulgenzio il Grammatico.
A Roma vi erano due templi dedicati al dio Fidius: uno era situato sul colle del Quirinale ed uno nell’isola Tiberina.

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Autore: Santi Maria Randazzo – santimariarandazzo@live.it