Pertiche romane, pertiche longobarde. Sono ben pochi i piccoli comuni italiani ai quali è toccato l’onore di essere citati in un manuale scolastico di storia antica. Uno di questi appartiene all’Alta Pòta padovana: è S. Giorgio delle Pertiche. Nel suo territorio non si svolsero fatti di grande rilievo né vide la luce qualche personaggio che l’abbia reso celebre. Nonostante ciò il suo nome ha figurato per molti anni nel testo per le scuole medie superiori di Vittoria Calvani ed Andrea Giardina, Le vie della storia, edito da Laterza.
La magia ha sempre esercitato ed esercita ancora grande fascino su tutti noi, anche in occidente, la cui cultura ha sempre ritenuto che la magia stessa fosse da relegare nel mondo della fantasia. “La magia non esiste” ci è stato ripetuto dai grandi quando noi, da bambini, guardando i cartoni animati, restavamo incantati dai poteri magici di eroi e principesse, salvatori dell’umanità.
1. Premessa Pensavo che il tempo dei maghi e degli illusionisti fosse finito, il tempo delle verità promesse, dei problemi risolti, dei professionisti del vero. Mi ritrovo, oggi, a dover smentire, a confutare dei profeti, dei tecnici che, indossati i panni della scienza, lanciano il loro sputo oltre confine, discettano di morale, di ontologia e di religione con l’unico strumento che si ritrovano, il metodo sperimentale.
Nel libro V della Geografia, Strabone, descrivendo le coste della Campania, nel tratto da Punta della Campanella al fiume Sele, menziona l’esistenza di questo centro etrusco-sannitico, importante e prospero dal punto di vista strategico e commerciale, considerato quale unica emergenza politica di tutto il territorio analizzato.