Una nuova casa editrice pubblica testi scolastici solo digitali online o su CD. Oltre a costare circa la metà di quello che costano i testi tradizionali, possono essere distribuiti alle scuole con una licenza d’uso collettiva (e ancora meno costosa) che consente a docenti e allievi di duplicare, stampare, fotocopiare e distribuire i contenuti liberamente. Esiste quindi il modo di risolvere una questione spinosa: la dicotomìa tra libera diffusione della conoscenza e la salvaguardia dei diritti d’autore. Inoltre, in una apposita “zona verde”, vengono pubblicati molti supporti e approfondimenti didattici free, rilasciati con licenza common creative.
Nell’ affrontare un excursus, seppur breve, in tema di inclusione sociale e patrimonio culturale non si può prescindere da una nota affermazione di Kennet Hudson, direttore dello European Museum Forum, che ha spesso sottolineato come, espressione della qualità di un museo, sia la propria capacità di elaborare una “efficace politica educativa”.
Qui di seguito presento essenziali cenni sul mio metodo di ricerca, volti all’individuazione ed alla comprensione delle forme fono-morfo-logiche delle lingue, rispettando un’unica legge, quella del relativismo cinefonetico di ogni elemento compositivo, variabile in un dato luogo e in un dato tempo.
Il nanismo ha sempre destato, nell’immaginario collettivo, una curiosità spesso generata dal “lusus naturae”, visto come elemento di disarmonia della creazione. Già in età Paleolitica, nell’Aurignaziano, è attestata nella Valle del Danubio austriaco la testimonianza di un reperto riconducibile alla divinità femminile della fecondità, in cui appaiono ben accentuati i caratteri del nanismo.