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UNA NUOVA EDITORIA

Una nuova casa editrice pubblica testi scolastici solo digitali online o su CD.
Oltre a costare circa la metà di quello che costano i testi tradizionali, possono essere distribuiti alle scuole con una licenza d’uso collettiva (e ancora meno costosa) che consente a docenti e allievi di duplicare, stampare, fotocopiare e distribuire i contenuti liberamente.
Esiste quindi il modo di risolvere una questione spinosa: la dicotomìa tra libera diffusione della conoscenza e la salvaguardia dei diritti d’autore.
Inoltre, in una apposita “zona verde”, vengono pubblicati molti supporti e approfondimenti didattici free, rilasciati con licenza common creative.



Qualcos’altro da leggere sull’iniziativa:


http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1963205&r=PI


http://www.retescuole.net/contenuto?id=20070415161303


http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=13133

Link: http://www.bibienne.com

Gabriella CETORELLI SCHIVO. Museo e mediazione culturale. La pedagogia del patrimonio e i cittadini invisibili.

Nell’ affrontare  un excursus, seppur breve, in tema di inclusione sociale e patrimonio culturale  non si può prescindere da una nota affermazione di Kennet Hudson, direttore dello European Museum Forum, che ha spesso sottolineato come, espressione della qualità di un museo, sia la propria capacità di elaborare una “efficace politica educativa”.


L’articolo completo si trova in www.mecenate.info, alla pagina:


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Autore: Gabriella Cetorelli Schivo

Allegato: museo e mediazione culturale.pdf

Angelo DI MARIO. Cenni sul metodo.

Qui di seguito presento essenziali cenni sul mio metodo di ricerca, volti all’individuazione ed alla comprensione delle forme fono-morfo-logiche delle lingue, rispettando un’unica legge, quella del relativismo cinefonetico di ogni elemento compositivo, variabile in un dato luogo e in un dato tempo.


L’articolo completo si trova in www.archeomedia.net, alla pagina … vai

Autore: Angelo Di Mario

Gabriella CETORELLI SCHIVO. Nani dal mondo antico. Aspetti storici, archeologici e sociali dell’acondroplasia nell’antichità.

Il nanismo ha sempre destato, nell’immaginario collettivo, una curiosità spesso generata dal “lusus naturae”,  visto come elemento di disarmonia della creazione.
Già in età Paleolitica, nell’Aurignaziano,  è attestata nella Valle del Danubio austriaco la testimonianza di un reperto riconducibile alla divinità femminile della fecondità, in cui appaiono ben accentuati i caratteri del nanismo.


Lo studio completo si trova nell’allegato.

Autore: Gabriella Cetorelli Schivo

Email: gabry.cetorelli@tiscali.it

Allegato: I nani dal mondo antico.pdf