Raffaele AVALLONE. La Regio-Capuam nel territorio salernitano.

Le strade che la civiltà di Roma ha costruito in tutto il mondo antico hanno rappresentato un evento politico di portata universale; basti pensare che esse spesso costituiscono ancora il supporto della viabilità attuale, non soltanto in Italia e in quei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche in alcune nazioni dell’Europa dell’Est, dell’Africa e dell’Asia. Si può ben valutare lo spessore dell’impresa, se si consideri che solo le viae publicae articolavano per tutto l’impero una rete di oltre 120.000 Km di percorsi. La costruzione di una così vasta e ben strutturata rete veicolare rispondeva nella mentalità latina a quei principi di esigenza di ordine per l’utile pubblico che è stata una delle caratteristiche distintive del romano antico; le strade erano considerate quelle opere necessarie che Plinio il Vecchio contrapponeva orgogliosamente alla “otiosa et stulta ostentatio pyramidarum” [l’ostentazione stolta ed inutile delle piramidi] (Plin. N.H., 75) e Sesto Giulio Frontino paragonava alla “inertia sed fama celebrata opera Graecorum” [alle opere dei Greci inutili ma celebri per fama] (Front. De aq., 16).


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Autore: Raffaele Avallone