Maria Luisa Reviglio della Veneria: Zuliani, artista dimenticato grande amico di Juglaris.

Ritrovato nel bergamasco un suo dipinto.


Si sono appena spenti gli echi del successo della mostra internazionale dedicata a Tommaso Juglaris. La mostra ha suscitato grande interesse per la qualità delle opere esposte e per la raffinatezza dell’allestimento fortemente evocativo realizzato sotto l’attenta regia svolta dalla Famija Moncalereisa a cui vanno i meriti di aver proposto alla città un così importante avvenimento culturale della sua storia recente.
Torna alla ribalta il nome di Juglaris collegato questa volta al ritrovamento, in un’importante collezione privata di Bergamo che accoglie numerosi ed importanti quadri del nostro, un dipinto di Giovanni Zuliani, pittore poco conosciuto anche dalla critica contemporanea. Condivise in parte la vita artistica di Juglaris prima a Torino, poi a Parigi e Firenze.
Giovanni Zuliani (1836-1892) per ragioni economiche s’impiegò giovanissimo nelle ferrovie dell’Alta Italia ma quando queste passarono allo Stato si dimise per dedicarsi completamente all’arte. Aveva conosciuto Juglaris quando frequentava  all’Accademia Albertina e ne divenne amico quando lo stesso, svenuto per fame, fu buttato miseramente fuori dalla porta dal bidello. Zuliani lo soccorse e gli pagò un lauto pranzetto che Juglaris descrive minutamente perché rimase sicuramente nella sua memoria – come leggiamo nel manoscritto della sua autobiografia, ora custodita dalla Famija.
Anche Zuliani era Socio del Circolo degli Artisti col numero d’iscrizione 1153 e sappiamo che ebbe studio in via Cernaia n.9, ma intorno agli anni ‘69/‘70 divideva con Juglaris una soffitta-studio vicino alla piazza d’Armi di quel tempo. Trasferitosi a Parigi fu ospitato, come molti altri pittori piemontesi, nello studio parigino di Juglaris; espose al Salon quadri di genere, allora di gran moda e per questo riprodotti da Goupil. Morì relativamente giovane e in miseria all’ospedale di San Salvario a Torino.
In tutta l’autobiografia Juglaris menziona Zuliani molte volte come un amico fraterno col quale condividere, al suo ritorno in Italia, esperienze familiari e di lavoro. Nel 1884 a Firenze, Juglaris con il fratello Giuseppe e Zuliani andarono a visitare “le cose già viste, ma sempre nuove per un artista”.
Ancora nel 1885 Juglaris volle gli fosse mandata in America una copia dell’Aurora di Guido Reni e incaricò  Zuliani che – allora stava Roma – di provvedere: Zuliani accettò e ricevette cento scudi.
Nel 1888 al suo secondo ritorno in Italia, Juglaris ricorda come fosse accolto nuovamente alla stazione da Zuliani che era “all’albergo Patria ma mangiava da mio fratello. Gli prestai cento lire sapendolo senza denaro, quindi visitammo le gallerie e i musei”.
A Bologna andarono insieme a visitare la mostra della Promotrice che “in poche ore si poteva vedere tutta. L’arte era molto meschina, il resto non era interessante … Consegnai ancora cento lire al Zuliani prima di partire.”
Juglaris scrive nel diario di aver dato frequentemente all’amico Zuliani piccole somme di denaro necessario alla sua sopravivenza, così come fece a Boston con tanti immigrati italiani che si rivolgevano a lui per aiuti non solo economici.
Il dipinto ad olio, di buona fattura, misura cm. 68×56 e rappresenta una figura femminile, una giovane donna vestita d’azzurro, dall’aria tranquilla e pensosa. E’ firmato in basso a sinistra.

Autore: Maria Luisa Reviglio della Veneria