Laura TUSSI: La fase di start-up di un progetto di prevenzione del bullismo.

Soggetti da coinvolgere in un progetto di prevenzione al bullismo.


Come evidenziato nel corpo del testo, gli operatori sociali ed educativi adatti e atti a svolgere ed attivare un progetto di prevenzione al bullismo sono principalmente gli insegnanti, gli educatori, gli psicologi, tutti gli operatori culturali che costituiscono punti di riferimento per i ragazzi, quali il bibliotecario, l’educatore e il responsabile d’oratorio, il prete, i genitori, considerando che il fenomeno del bullismo si verifica nella scuola con ripercussioni all’interno del tessuto sociale e coinvolge una intera comunità educante; quindi risulta utile attivare e coinvolgere nell’azione pedagogica di prevenzione la maggior parte degli attori sociali e culturali, che costituiscono il sistema formativo integrato


Progetto di prevenzione al bullismo, di intervento educativo e pedagogico e suoi interlocutori.


Esistono casi conclamati di bullismo grave, per cui si sono approntati progetti molto complessi per insegnanti, educatori, psicologi e pedagogisti.


La sezione iniziale di un progetto contro il bullismo deve coinvolgere tutta la comunità educante ed attivare totalmente il sistema formativo integrato. In primis verranno attivati gli insegnanti nell’ambito della mediazione e soprattutto dell’interazione, per affrontare le difficoltà relazionali giovanili e trasformare le dinamiche conflittuali in una risorsa. Le dinamiche conflittuali del bullismo portano anche ad uno sgretolamento del ruolo dell’insegnante per cui bisogna insistere sulle procedure di dialogo e di comunicazione interattiva e coinvolgere la classe sulla considerazione delle dinamiche e delle interazioni interne al gruppo.


Gli educatori e gli insegnanti di sostegno dovranno contribuire ad avviare e mantenere costante il confronto e il dialogo soprattutto osservando e facendo interagire la parte offesa, la vittima, con il suo prevaricatore, il bullo. Lo psicologo e il pedagogista si accosteranno ai vari componenti ed elementi coinvolti nella dinamica del bullismo al fine di progettare un discorso didattico inerente il racconto e la narrazione di sé, della loro storia di vita e di formazione, così da individuare i lati oscuri o gli aspetti più piacevoli della loro esistenza, legati a diverse situazioni, a vari stati d’animo ed emozioni. Tramite il metodo autobiografico e la mediazione relazionale, linguistica e culturale, questi primi attori sociali e operatori coinvolti, si incontreranno con i genitori, con i nuclei famigliari e produrranno elaborazione di esperienze. In seguito ci si rivolgerà ai punti di riferimento principali dei ragazzi, dagli amici più grandi, ai negozianti di fiducia, ai bibliotecari, agli edicolanti, all’allenatore di calcio, al prete, insomma a tutti quei punti di riferimento fondamentali per i ragazzi, presenti nel tessuto sociale e che costituiscono appunto, insieme alle strutture e a tutti gli individui interagenti, il costrutto della comunità educante, all’interno del sistema formativo integrato (Frabboni, Massa, De Bernardi). Il lavoro interattivo progettuale tra microsistema e macrosistema, la costante interazione tra ecosistema gruppale, esosistema e mesosistema comporta l’intervento diretto sul gruppo classe, fomentando dinamiche di individuazione per lo sviluppo di un super-io creativo, motivante che sappia sviluppare dinamiche intersoggettive ed individuali molto creative volte a processi di costruzione, elaborazione e invenzione di dati e materiali, in un complessivo processo di crescita e di socializzazione basato sul modello costruzionista ed interazionista che però sappia mettere al centro dell’azione formativa le singole e specifiche individualità quale fonte non più di dinamiche conflittuali, ma di ricchezza innovativa, progettuale, in una dimensione decisionale e procedurale molto sv