Gli albori della presenza umana nell’Agro Pontino: l’insediamento di Quarto delle Cifonare.

Latina è la prima delle “città nuove” nate dalla bonifica integrale della palude pontina nel 1932, ma il suo territorio fu abitato da tempi antichissimi. A Quarto delle Cifonare sulla riva destra del fiume Astura, nel 1939, l’archeologo Limboni Amoldo, nell’ambito di una serie di prospezioni che rivelarono l’esistenza di altri siti del Paleolitico nell’Agro pontino settentrionale, localizzò un insediamento ascrivibile al paleolitico inferiore.

Trovò, infatti, un giacimento di superficie costituito soprattutto di reperti litici di piccole dimensioni ricavati da ciottoli silicei datati circa 500.000 anni fa. Nel settembre 1994 un saggio di scavo, attuato dal Dipartimento di Scienze Geologiche e Paleontologiche dell’Università degli Studi di Ferrara in collaborazione con la Sovraintendenza archeologica del Lazio, ha restituito un’industria litica di 1057 oggetti all’interno di una complessa serie stratigrafìca del Pleistocenico Medio. Denticolati, becchi, incavi e raschiatoi sono le forme tipologiche maggiormente attestate, ma è stato rinvenuto anche qualche microchopper.

Questi oggetti, di piccole dimensioni furono realizzati utilizzando la tecnica bipolare su incudine. Lo strato in cui furono rinvenuti tali strumenti è stato interpretato, per la grande presenza di molluschi marini, come un deposito costiero formatisi all’inizio di una fase di trasgressione marina. Il livello archeologico successivo testimonia invece l’instaurarsi di una laguna costiera. Grazie agli studi geologici sull’area del giacimento e alle datazioni assolute sugli strati archeologici del saggio, i livelli archeologici di Quarto delle Cifonare possono essere riferiti cronologicamente ad un periodo compreso fra 550.000-500.000 anni fa. Un numero limitato di questi reperti sono esposti nella sala dell’Antiquarium Comunale allestito, tra il 1994 e il 1997, all’interno del “Palazzo della Cultura” di Latina.

Autore: Simonetta Incerta Ferrari