Carlo FORIN. Antares e le vere origini di Europa.

Il meeting possibile nel prossimo ottobre 2007 (che diventerà Atti solo se la Regione Veneto sarà favorevole) è “Antares, alle origini perdute della cultura occidentale”.
Il favore della Regione darebbe un passaggio solare a questa rubrica iniziata il 2 dicembre 2001.
Dal nostro articolo di aprile –Antares 2007- passiamo qui ad un titolo che è la sintesi del nome archeologico del luogo e dell’anno del convegno: –Zeneda 2007-.


Che cosa significa Zeneda oggi? Nulla, ma indica, in dialetto, il quartiere che è la ‘metà’ sud di Vittorio Veneto (Treviso).
In sumero, ZEN E DA significa ‘vicino DA alla casa E della Festa (ZEN), EZEN’.
L’ipotesi è che la festa di Capodanno (1), quella che ‘dava vita a tutto l’anno’, si svolgesse sul monte de Antares, odierno monte Altare e Zeneda è vicina, a sud del colle.
Dal nulla al significato festoso.
In questa sillaba sumera originaria radica l’illuminazione ZEN buddista: la festa divina è ‘illuminazione’. Illuminazione di Luna, ZU [ZU EN/EN ZU è la massima divinità sumera], e di Sole IT (ZEN IT).
La globalizzazione in corso ci porta a ricomporre sillabe che parevano aliene tra di loro: come l’Araba Fenice, dalla zenere (cenere) risorge il cammino (ER E) originato dalla zena (cena) della festa originaria.
Zeneda zòrla (scostumata, che zùrla, che delira) rivivrebbe nel nome zenedese.
BU ZUR, il dio delle miniere profonde ( > buzzurro) che svela e mantiene i segreti, ci rilancia quel ZUR di zùrla. E ‘saper qualcosa’ è ZU perché EN ZU è divinità della saggezza, GAL ZU, onnisciente
[GAL INA va letta GAL ANI ed era la ‘grandezza del Cielo’; ora è ‘piazza della gallina’ in una Vittorio dalle origini perdute].
Citizen, il cittadino inglese, rinvia col suo nome alla festa ZEN di fondazione della vita TI sulla terra KI scelta per risiedere.
Una festa in cui la gioia di vita toccava lo zenit, con scene di follìa (ZE è follìa in sumero).
EN ZE, letto ZEN, è l’ente folle.


L’accordo da raggiungere su questo punto tra i convenuti (che Zeneda e ZEN E DA sono lo stesso nome etnico) darebbe finalmente un significato al nome del luogo del convegno e una ottima ragione per far festa insieme al riconoscimento del filo: origine < origo < U GIR U.
Quale l’ostacolo più importante da valutare assieme? : la festa scritta nel sumerogramma EZEN si leggeva ZEN E.
Così come origo < U GIR U [lo zo-diaco origine della vita, zoe, in greco], e il nome latino nomen in sumero si scriveva MEN NU, e numen, il dio che appare tra gli uomini, ne è il ribaltamento esatto. Mente è inoltre ribaltamento di TE MEN il luogo dove il dio entra.
La lettura LCSS che proponiamo fa sì che TE MEN sia mente.
E TI MU, casa della vita del nome, riprende vita in etimo.


“Zeneda” origina dal VI sec. a.C. [ne sono prova i resti archeologici degli scavi del 1989 conservati a Padova dalla Soprintendenza Archeologica], era il nome della cittadina del VI sec. d.C. che divenne Vittorio nel 1866 (2) per la sua unione con Serravalle, la ‘metà’ nord della Città e che sta oltre il monte Altare rispetto a Ceneda.


Sogno, più precisamente, il convegno a Serravalle [dove sono nato, cioè nel punto dove convergono i colli di sant’Augusta e di sant Antonio,  (Monte Baldo è il nome della cima più alta di questa costiera collinare (3)), a ridosso nord del castrum dei Da Camino].


Da Serravallese, abitante in Centro, riconosco che Zeneda fu il nome fissato dai Veneti Primi alla loro residenza locale.


Venanzio Fortunato (535-603), il massimo poeta latino del VI secolo, morto vescovo di Poitiers, fu il primo a lasciarci latinizzato il nome di Zeneda [finora si è considerato Zeneda degenerazione di Ceneta; come vedremo, è da pensare l’inverso: il nome Ceneta è in letteratura grazie a Fortunato per mettere ‘in lingua’ ciò che era in bocca al popolo]:


per Cenetam gradiens et amicos Duplavenenses
qua natale solum e