Leonella CARDARELLI. La simbologia del Graal.

Sulla simbologia del Graal vi sono teorie divergenti: considerato oggetto sacro nella poesia medievale, esso è visto in Francia come un recipiente (precisamente un calice) contenente un’ostia, nell’ultima cena contiene il sangue di Cristo; in Germania (nel Parsifal) è una pietra miracolosa che dona eterna giovinezza; nella Gerusalemme celeste indica la suprema felicità celeste e terrena.  Il Graal può rappresentare altresì il percorso di una vita, il cammino spirituale dell’uomo ed esistono ancora tantissimi altri approcci. L’attribuzione di una o di un’altra accezione dipende dalla coscienza del singolo individuo: il Graal, infatti, è conquistabile solo dall’uomo puro e in questo senso l’oggetto sacro simboleggia il grado supremo di evoluzione spirituale.
Molti studiosi hanno focalizzato la loro attenzione sulla componente femminile del Graal: esso, infatti, inteso come calice-coppa-contenitore (cioè nella sua rappresentazione più diffusa) rimanda palesemente alla forma di un utero e quindi alla donna. Anticamente la donna rivestiva un ruolo di capitale importanza all’interno della società perchè vista come generatrice di vita: non a caso prima della diffusione del politeismo greco si adorava la Dea Madre (o Grande Madre). La donna, però, dà vita solo se fecondata e posteriormente, quando si scoprì il ruolo dell’uomo (sperma) la donna perse gran parte della sua importanza, infatti oggi Dio è inteso come maschio (nel Cristianesimo stesso si parla di Dio Padre).


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Autore: Leonella Cardarelli