Isabella ROSA: Gli avori di Zincirli – Sam’al.

All’inizio del secolo scorso, sul sito di Zincirli, l’antica città di Sam’al, fu rinvenuto un lotto di avori intagliati che, sebbene non in perfetto stato di conservazione, presenta tuttavia aspetti di rilevante interesse.

L’esplorazione sistematica del sito Zincirli aveva avuto inizio nel 1888 dopo un primo sopralluogo effettuato nel 1883 dagli studiosi Otto Puchstein e Felix von Luschan e fu condotta dal Berliner Orient-Kommites, precursore della Deutschen Orient-Gesellschaft, con l’obiettivo, conforme allo spirito dell’epoca, di rinvenire monumenti, sculture e opere d’arte da inviare in Germania a costituire i primi nuclei della sezione vicino-orientale del museo di Berlino, come stava avvenendo già da alcuni anni in tutti i principali musei europei.

Alla prima campagna ne erano successe altre quattro, rispettivamente negli anni 1890, 1890/1891, 1894, 1902 (anno di rinvenimento degli avori); una sesta campagna, già pianificata, non ebbe mai luogo a causa dei profondi cambiamenti politici che si verificarono agli inizi del XX secolo. La direzione degli scavi era stata inizialmente affidata a Karl Humann, il quale venne sostituito già a metà della prima campagna e per tutte le successive da Felix von Luschan.

La città di Sam’al, capitale dell’omonimo regno aramaico ubicato nella Siria nord-occidentale, fiorì tra la fine del X e l’inizio del VII secolo a.C. e la sua storia è strettamente legata a quella dell’impero assiro.

La fondazione del regno, secondo la successione riportata sulla stele del re Kilamuwa (840/835-815/810 a.C. circa), viene ascritta a Gabbar, il quale regnò a partire dal 920 a.C. circa. A questi successe, dopo un primo cambio dinastico, BN/MH, cui seguì Khayanu, forse già un secondo cambio dinastico, che regnò a partire dall’870/860 a.C. circa. A questi successe il figlio Ša’īl, che regnò per pochi anni e lasciò il trono al proprio fratello Kilamuwa (840/835-815/810 a.C. circa), cui successe QRL.

Dopo il regno di Panamuwa I, che durò fino al 745 a.C. circa, si aprì probabilmente un periodo di crisi interna, testimoniatoci dall’iscrizione di Panamuwa II (743 circa-732 a.C.), unica fonte pervenutaci per questo periodo, nella quale il sovrano riferisce dell’uccisione del padre Barsūr e del susseguente interregno alla guida di un ignoto usurpatore. In seguito all’intervento del re assiro la legittima dinastia fu però restaurata nella persona del figlio del re ucciso, Panamuwa II appunto, sotto il quale la prosperità e la stabilità furono poste di nuovo in Sam’al. È probabile che da questo periodo il regno di Sam’al sia divenuto vassallo assiro.

Alla morte di Panamuwa II, avvenuta presso Damasco nel 732 a.C. durante la campagna condotta dal re assiro Tiglatpileser III (744-727 a.C.) in Siria meridionale, salì al trono suo figlio Bar-Rakib (732-720 circa a.C.), che proseguì la politica paterna di vassallaggio assiro, assicurando così la prosperità al suo regno. Bar-Rakib è l’ultimo sovrano il cui nome è riportato nelle iscrizioni; dopo di lui infatti il regno di Sam’al diventa una provincia assira, forse alla fine del regno di Sennacherib (704-681 a.C.).

Oltre alle iscrizioni dei sovrani locali, rinvenute sul sito di Zincirli o all’interno del suo territorio, un’altra importante fonte sulla storia di questo regno aramaico è costituita dagli annali dei re assiri, nei quali sono evocate le loro numerose campagne militari.

La prima menzione da parte assira su Sam’al si trova negli annali di Salmanassar III (858-824 a.C.), sovrano con il quale si compie la prima grande espansione dell’impero, e precisamente nel resoconto della campagna condotta nel suo primo anno di regno, durante la quale il re sconfisse una coalizione formata dai re di Pattina, Bit Adini, Karkemish e da “Hayanu, figlio di Gabbar/di Sam’al, che (vive) ai piedi dell’Amano”. Dopo questa prima menzione le fonti assire tacciono il nome di Sam’al per quasi un secolo, fino ad arriv